Il Santuario - madonnasancalocero

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Il Santuario

Brevi cenni storici

Luogo di preghiera venerato da secoli dal popolo di Caslino, il Santuario sta solitario a ridosso del monte Barzaghino, e domina dall'alto il corso del Lambro.
Grossi macigni sparsi qua e là testimoniano frane passate.
Quando sia stato eretto questo santuario non si sa con precisione. Alcuni ne fanno risalire l'origine al secolo decimo. E infatti il Biondelli parlando dell'annesso campanile lo dice anteriore al mille.
Ma mentre il campanile, (dichiarato monumento nazionale) è giunto fino a noi nella sua forma primitiva; tutto in pietra, col tetto acuminato a guisa di cupola oblunga e coperto di tegole, con finestre e soprastanti bifore, il Santuario invece fu tutto quanto ammodernato.
Nel libretto “Brevi cenni storici del Santuario della Madonna di San Calocero” del parroco Don Enrico Fumagalli, viene così riportato “La chiesa della Madonna di San Calocero, dal lungo corso degli anni ridotta a stato di imminente rovina fu rifabbricata nell’anno 1608 dalla pia liberalità degli abitanti desiderosi di mantenere ed aumentare il decoro di Maria SS. loro avvocata la di cui immagine illustre per molteplicità di grazie si venera nella stessa chiesa. Ma nonostante la buona volontà, certamente per la miseria e per la calamità del tempo, i buoni fedeli di Caslino non hanno saputo darci un Santuario che pregiasse il primo, poiché l’attuale non ha nulla di speciale, almeno per l’architettura. I buoni vecchi vi hanno aggiunto l’atrio, di grande comodità per i pellegrini. Tuttavia è abbastanza bello e ben proporzionato. Misura metri 13 di lunghezza 6,5 di larghezza e 7 di altezza. Due archi sostengono il soffitto di travi e mattonelle. il pavimento è pure in cotto. Due finestre ai lati e due di facciata munite di grosse ferriate ed incorniciate di un bel serizzo danno aria e luce all’interno. Pure bello ed elegante è il portone. Nel 1886 venne restaurato una seconda volta e decorato con discreto gusto dal pittore Luigi Folatelli il quale dipinse i due affreschi ai lati dell’altare: il Sacro Cuore di Gesù ed il Sacro Cuore di Maria. L’anno 1932 venne nuovamente restaurato e decorato dal Caslinese Achille Beretta, con vero gusto d’artista. Il quadro di San Calocero martire in grandezza naturale è di autore ignoto. L’altare che racchiude la miracolosa effige della Madonna, è sostenuto da snelle colonne ed è tutto di legno intarsiato. Vi sono scolpiti simboli, i Misteri di Maria SS. ed i dodici apostoli. Il gusto e la parsimonia con cui hanno usato i colori e dorature hanno dato all’altare vaghezza e leggiadria non comune.”

Al termine della seconda guerra mondiale, grazie alla munificenza di alcune famiglie e il contributo dei reduci, il Santuario venne abbellito con nuove opere.
Riportiamo un estratto dal libro Chronicon di Don Enrico Fumagalli.
 
Settembre 1947.Trasporto del quadro miracoloso della Madonna di S. Calocero. Il voto fatto dai Caslinesi durante la guerra comprendeva anche una solenne processione col quadro della Madonna di S Calocero, e questa funzione ha segnato una pagina gloriosa nella vita parrocchiale. Il quadro venne portato in chiesa parrocchiale, accompagnato da grande fiaccolata a sera della Domenica 1°Settembre, dove rimase esposto alla venerazione fino all’8 Settembre Verso sera dell’8 dalla chiesa si snodò la grandiosa processione ed il quadro miracoloso passò tutte le contrade del paese, accompagnato dalle confraternite, dalle associazioni religiose, dal corpo musicale, dalla Schola Cantorum e da tutto il popolo devoto e riconoscente. A sera si ricollocò in Santuario.
 
7 Ottobre 1947. Nuovo viale e cappelle a S. Calocero. Quest’anno la famiglia Tremolada dotò il Santuario di un bellissimo viale fiancheggiato da cipressi, facendo innalzare nel mezzo del piazzale una grandiosa croce in ferro, con gli emblemi della passione; e la Sig.ra Cleo Della Valle l’arricchì di 15 graziosissime cappelline con altorilievi in cotto rappresentanti i 15 misteri del Rosario. Opera genialissima dello scultore Casati di Inverigo.


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